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Russia il museo della vodca


Russia il museo della vodca

Scrivere il nome della Russia senza mettere accanto la parola “vodca” e un ommeso grande, perciò ho deciso di raccontarvi per il museo della vodca. Esso si trova nella Mosca (capitale) ed e apperto nell'anno 2006 disposto su 1500 metri quadrati. La più grande fabbrica, produttore di alcohol in Russia: “Cristal” fornisce l'edificio in quale nel momento si trovano più di 50 000 campioni. L' oro del Nord liquido (cosi anche e denominata la vodca) si produsce dal XV secolo. I'esportazzione oltra le confine della Russia comincia nel anno 1505 (verso la Svezia) e d'allora conquista tutto il mondo.


La vodka fu prodotta con il modo più semplice: mescolando un secchio di acqua con un secchio di spirito e i gradi fino a XIX seccolo variavano tra 25 a 40. Allora pensavano, che se il spirito non bruscia la vodca e pronta e questo continuò fino alla scoperta dello alcoholometer con aiuto di che hanno fissato i gradi 38 come ottimali per la vodca. E proprio sul questo grado prendevano le tasse, ma multiplicare, usando la cifra 38 fu abbastanca compliccato e deccidero di arrotondare a 40. Più tardi nel anno 1894 e formata una comisione sotto la guida del famoso Mendeleev in quale scienziati concludero, che anche i gradi si possono arrotondare ai 40 e sarebbe il grado ottimo.


Sono tante particolarità collegati con la vodca. I primi locali da bere, cosi detti “caback” (osteria?) esisterono dal tempo del zar Giovanni IV Terribile e li potevano entrare soltanto gli uomini, al ingresso stavano guardiani e nessun familiare poteva costringere l'ubriaco ad uscire fuori. Era decisione sua ad uscire con due o quattro piedi o rimanere dentro continuando a bere. L'unico scopo della faccenda era di far entrare più soldi nel tesoro statale.


Nei tempi del Pietro I Il Grande esisteva l'abitudine di costringere gli emissari (ambasciatori) dal estero a bere dalla “Bichiere della acquila bianca” (1,5 litri) e quindi nella Russia spedivano ubriaconi come ambasciatori. Anche i soldati (secondo la legge dal anno 1721) potevano sceglere tra i 6 copeichi (centesini) al giorno, oppure porzione vodca. Nessuno sceglieva gli copeichi. Allora sisteva un ritualo di ingoltare una bicchiere di vodca in un sorso davanti il circuito. Questo continuò fino al 1908 quando per prima volta la vodca fu sostituita con porzione di te.


Il primo “reggime seccho” russo risale nei anni del Boris Godunov quando esisteva la fame (1601 - 1603). Boris Godunov ha ordinato di aprire gli riserve statali e dare alla gente il grano, ma una grande parte di esso fu transformata in vodca. Lo zar era arrabiato e rilasciò il primo divieto da bere nella Russia. Ma torniamoci al museo della vodca dove si possono vedere varie esponati: tra gli più vecchi botiglie di vetro verde dal secolo XVIII al più moderni e più famosi, che sono usate di vari personagi storici.

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A partire dall'attrezzatura che serviva a produrre questa bevanda, con varie tipi di tappi, cartelli, manifesti, bottigle che hanno l'aspetto di gente famosa, barile ecc. ad arrivare davanti al divano sul quale morì Petar Smirnov sono presente li. Li, durante il giro ogni uno può assagiare per capire le diferenze tra una marca al altra e (certamente) sono in vendita varie souvenir. Insieme con le marche più antiche come “Stolicnaia”, “Sibirscaia”, “Posolscaia” ecc. vivono quelle di tempi nostri: “Altai”, “Calasnicov” (cè anche vodca con quel nome), “Imperscaia”, “Zvezda Severa”...


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