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Civita di Bagnoregio - "La città che muore"


Se arrivate a Civita di Bagnoregio la mattina presto forse troverete una di quelle mattinate, quando il suo piede è ancora avvolto nella foschia e "La città che muore" si vede attraverso un basso banco di nebbia, come una visione illusoria e misteriosa, venuta da un mondo favoloso e irreale. Forse un giorno resterà solo un'immagine sulle vecchie cartoline e sulle foto turistiche ma adesso, ai giorni nostri, è ancora reale!


L'antico paese Civita di Bagnoregio, da molti definito una vera meraviglia architettonica, è noto soprattutto come "La città che muore“. La sua storia iniziò più di 2500 anni fa; sempre era una città difficilmente conquistabile, le sue fortezze inaccessibili, grazie alle sue difese naturali. I suoi primi abitanti furono gli Etruschi. Il paese è costruito su una roccia di lava e tufo – tenera, di origine vulcanica, alta circa 520 metri, costruita tra precipizi che misticamente e irrealmente lo separano dal mondo esterno. Dal 2006 Civita di Bagnoregio è presente nella lista dell'organizzazione World Monuments Fund.


Civita di Bagnoregio - La città che muore

Nel 1274 qui morì San Bonaventura, che divenne poi il patrono del paese. Ogni 14 luglio si celebra la festa patronale. Il nome "Civita di Bagnoregio" si dice derivi da una legenda, secondo la quale Desiderio, re di Lombardia, la denominò Balneum Regis („Bagno Regio“) dopo essersi ammalato gravemente e poi essere guarito con l'aiuto delle calde sorgenti locali. Queste acque termali esistono qui a memoria d'uomo e sembra abbiano delle forti proprietà terapeutiche. Dopo il regio decreto dal 1922, il paese fu denominato Bagnoregio.


Civita di Bagnoregio - La città che muore

La decadenza della „Città che muore“ è iniziata nel 1500 e nel secolo seguente (anno 1695) un forte terremoto l'ha condannata all'isolamento totale e alla distruzione progressiva causata dal processo di erosione, che secondo le stime ogni anno distrugge circa 7 centimetri del suo territorio. Da allora rimane solo la porta di S. Maria come unica via d'entrata al paese. É particolarmente decorata con 2 leoni: gli animali tengono una testa di uomo tra le zampe, a ricordo di un conflitto del passato con la vicina Orvieto. Le altre quattro porte sono distrutte. Tra gli altri luoghi più interessanti ancora rimasti ci sono la casa dove nacque San Bonaventura, un mulino cinquecentesco, il Palazzo Vescovile e piccola, ma ben conservata, la chiesa di S. Donato, tutti edifici di origine medioevale.


Civita di Bagnoregio - La città che muore

Oggi nel paese abitano circa 15-18 persone e la popolazione aumenta nel pieno della stagione turistica. Il luogo viene visitato da diversi turisti: americani, tedeschi, giapponesi, russi, grazie ai quali la vita nella città non è spenta del tutto. Tra gli eventi più interessanti del posto c'è il Presepe vivente, i cui protagonisti sono persone reali vestite in abiti antichi. Si tratta della ricreazione della nascita di Gesù, assai diffusa in Italia durante feste di Natale, spesso rappresentata con figure di legno, gesso e altri materiali.

Nel 1965 è stata costruita l'unica strada per l'accesso a Civita di Bagnoregio, un ponte ripido e alto in cemento armato, che ha sostituito il suo predecessore, distrutto in passato. In questa piccola città ci sono un bar, un ristorante e due alberghi abbastanza grandi, in cui a volte è difficile trovare un posto, nonostante i prezzi alti (una camera doppia può costare anche 100 euro). Naturalmente i prezzi sono diversi a seconda dei diversi periodi stagionali, come in tutti luoghi turistici.

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